Impianto dispositivo interspinoso per stenosi ed ernie lombari.

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La tecnica chirurgica consiste nel posizionamento di una protesi nello spazio compreso tra i processi spinosi di due vertebre adiacenti. L’ intervento viene in genere eseguito in anestesia spinale e dura circa 60 minuti. Con il paziente in posizione prona si individua lo spazio intervertebrale interessato, e si procede all’ incisione cutanea (circa 5 cm). Si scheletrizzano i processi spinosi e si sezionano e rimuovono i legamenti sopra ed inter-spinoso. Dopo aver selezionato la misura corretta della protesi si procede al suo posizionamento, con successivo ancoraggio delle “alette” sulle spinose.Gli studi confermano che l’impianto è ben tollerato.

Il miglioramento dei sintomi è significativamente maggiore se comparato al gruppo non-op ed è comparabile al miglioramento clinico ottenuto sui pazienti sottoposti a intervento chirurgico tradizionale con o senza fusione.

Le indicazioni all’ intervento comprendono tutti i casi di steno-instabilità che interessino un singolo spazio interdiscale del rachide lombare.

Le complicanze sono poche e senza significative sequele cliniche (migrazione dell’ impianto, infezione, ecc…).

E’ un dispositivo rigido interspinoso che limita
l’estensione del rachide.

Non limita la rotazione assiale e la flessione laterolaterale.

Diminuisce la pressione a livello del disco, delle faccette articolari ed aumenta la superficie del canale e dei forami di coniugazione dello spazio interessato.

Il posizionamento del dispositivo non modifica le condizioni ai metameri sopra e sottostanti.

La ripresa delle attività quotidiane è estremamente rapida ed il paziente può riassumere la stazione eretta nella stessa giornata dell’ intervento, subito dopo la scomparsa del blocco motorio indotto dalla spinale.